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Anita, ché negli amori in boccio il riso tiene magna parte

31
Lug
Pubblicato da

Anita loca Tresi

Uno Spettacolo semplice e raffinato, dove l’ironia e il divertimento del teatro comico, si coniugano con il fascino del cabaret storico e del caffè letterario.

Sui compiacenti arpeggi di un pianista impomatato, mentre la notte rimpicciolisce a vista d’occhio, una voce femminea fa scivolare le note lascive di “Je te veux” di Erik Satie. Ecco allora che nella maliosa e torrida atmosfera di un caffè anni venti (parecchi sono i gradi alcolici oltre l’urbana costumanza), si palesa il tenente Andrea de Chirico, in arte Alberto Savinio, che intrattiene i clienti, fra i tavolini del locale, raccontando del suo incontro d’amore (or molti anni sono), con una fatale donna toscana, durante una licenza trascorsa a Bologna nel lontano 1917…

Pure è bello raccontare l’avventura con Anita, col garbo alticcio del poeta ispirato in mezzo ai tavoli dove sono seduti gli amici intellettuali, i raffinati pennaioli eletti nel Parnaso di coloro che sono ammessi alla solenne occasione di ascoltare quanto

gli è stato bischero i’ Savinio quella volta con l’Anita”.

Così fra candele e calici sempre pieni e sempre vuoti, canzoni ammalianti dell’Italia che fu, preziosi gorgheggi di una cantante frù frù, l’attore narra il racconto ispirato. Ispirato al “Rocchetto di Venere” di Alberto Savinio, e ad un mondo elegante che ormai non c’è più.

Con: Giorgio Fabbri e Massimo Malucelli

“Attore e cantante Malucelli al massimo”
“Il pubblico agevolato nel seguire la storia dalla versatilità di Malucelli, splendidamente in forma… ha applaudito spesso… Qui le risate si sono sprecate, Malucelli ora attore, ora cantante, ha fornito versioni fantastiche… ha scosso positivamente la platea che era pronta – sarebbe bastato un gesto – ad unirsi al coro. Serata ricca, piena di proposte teatrali, che unite al canto, al gusto, all’eleganza di un linguaggio contenuto sebbene con velati riferimenti, ha conquistato davvero tutti”. (“La nuova Ferrara”)
“Rosse candele accese , su scintillanti candelabri d’argento, un paravento liberty, qualche tavolino qua e là… Un pianoforte in un angolo con l’immancabile rosa rossa in un vaso, pubblico che ricorda tanto i clienti di un caffè elegante… Poi, insolitamente accanto agli spettatori, perfetto nella sua divisa da tenente, Massimo Malucelli inizia il suo divertente monologo – ricordo…
Massimo Malucelli interpreta splendidamente questo personaggio che all’aria intellettuale unisce il calore di un uomo troppo sensibile al fascino femminile ed irresistibile di Anita… Delizia i presenti proponendo un vasto repertorio di musiche e canzoni inizio secolo… Riuscendo a fondere musica e parole in un solo suono, un altro monologo divertentissimo provoca continuamente applausi fragorosi ed intensi tra il pubblico che non può trattenere la risata… Unico dubbio, fino alla fine, se si è divertito più il pubblico o gli stessi attori”. (“Il resto del Carlino”)
Spettacolo vincitore del “premio del pubblico” al Festival di Castel di Casio.

 

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